Istituzioni: Passato – Presente - Futuro
Presentazione, traduzioni e commenti a cura di Cinzia Ciampa


      Sommario: Premessa- 1. Annuario sull’attività dell’UE nel 2009- 2. Dal Parlamento complimenti alla presidenza svedese – 3. La Spagna rivela le sue priorità per la sua presidenza dell'UE - 4. Presidenza spagnola, verso le nuove regole – 5. Al via la presidenza spagnola: prima volta con il Trattato di Lisbona – 6. Troppi presidenti per l’Unione europea?- 7. Vi é posto per tutti, rassicura Madrid – 8. La Spagna si consulta con dei « saggi » dell’UE – 9. Van Rompuy: relancer la croissance.
     
      Premessa: Con il cambio di decennio comincia una nuova fase per l'Unione europea e le sue istituzioni. L'entrata in vigore del Trattato di Lisbona ha chiuso la lunga e tortuosa fase di rinnovamento istituzionale che di fatto si era aperta a Nizza proprio un decennio fa. Tra poche settimane diventerà operativa la nuova Commissione (sono in corso le audizioni al Parlamento europeo dei singoli Commissari), che avrà lo stesso presidente, Barroso, ma nuove e rafforzate competenze, dettate dal Trattato ( cfr: Le 12 Stelle n.142 del 13/01/2010).
      Di questa nuova fase si illustrano i primi avvenimenti , iniziando da alcune considerazioni sulla Presidenza uscente svedese- il cui bilancio non può che essere positivo, se si pensi al grande risultato del Trattato di Lisbona, alle difficoltà superate del referendum irlandese, all’approvazione del programma di Stoccolma, alle procedure di allargamento (vedi: la candidatura della Serbia e la fine del regime di visto obbligatorio per molti Stati della ex Iugoslavia), e ad altro ancora - per poi proseguire con la presentazione di quella spagnola, di cui si offre, di seguito, ampia documentazione delle peculiarità e delle prospettive.
     
      L’attività della nuova Presidenza di turno sarà puntualmente seguita dalla Rivista , che ne riferirà con attenta cura nei prossimi numeri.
     
     
     
     
     
     
     
      1. Annuario sull’attività dell’UE nel 2009
      La Commissione Europea ha pubblicato l’edizione 2010 dell’Annuario multimediale in cui sono illustrati alcuni dei risultati più importanti realizzati dall’UE nell’ultimo anno, che hanno avuto ripercussioni sulla vita dei cittadini europei.
      «Gli esempi proposti nell’annuario dimostrano chiaramente come l’UE produca risultati concreti che incidono positivamente sulla nostra vita quotidiana di cittadini, consumatori e lavoratori» ha dichiarato, forse un po’ ottimisticamente, Margot Wallström, vicepresidente della Commissione e responsabile delle Relazioni istituzionali e della Strategia di comunicazione.
      Al di là dell’efficacia dei risultati ottenuti e dei giudizi che ogni cittadino può avere sull’operato delle istituzioni europee, l’Annuario costituisce un utile strumento per ricostruire le azioni compiute dall’UE nel corso del 2009.
      Dieci i temi su cui si concentra l’Annuario 2010, che può essere consultato sia on line sia in formato cartaceo con una prossima pubblicazione nelle 22 lingue ufficiali dell’UE.
      - Preparare il terreno per la ripresa economica: cioè le risorse mobilitate dall’UE e dai suoi Stati membri per rimettere in piedi l’economia e proteggere i cittadini dalla crisi.
      - Rimanere in contatto spendendo meno: riguardante gli sforzi fatti dall’UE per ridurre i prezzi nel settore della telefonia mobile.
      - Unire le risorse per lottare contro la demenza: iniziativa dell’UE in materia di medicinali innovativi, con un bilancio di 2 miliardi di euro, che promuove la collaborazione tra l’industria e il mondo accademico per garantire che la ricerca scientifica porti in tempi rapidi alla produzione di nuove medicine.
      - Far fronte al cambiamento climatico: l’azione dell’UE ha contribuito ad evitare l’emissione di 32 milioni di tonnellate di CO2.
      - Lottare contro la fame nei Paesi più poveri: lo “strumento alimentare” di un miliardo di euro creato dall’UE nel dicembre 2008 ha contribuito alla lotta globale contro la povertà e la fame nel mondo.
      - Proteggere l’ambiente: l’UE ha adottato nuove regole per ridurre gli inquinanti nocivi derivanti dal petrolio e dai pesticidi.
      - Proteggere gli animali: l’UE ha vietato la commercializzazione dei prodotti derivati dalla foca e ha proposto un nuovo piano d’azione per tutelare gli squali.
      - Ricostruire in caso di catastrofe: i Paesi membri dell’UE si sono aiutati inviando aiuti nelle aree colpite da calamità naturali, come è avvenuto nel caso del terremoto che ha colpito l’Abruzzo.
      - Garantire ai clienti delle banche un buon rapporto costi/benefici: il mercato unico dovrebbe essere a beneficio dei cittadini e delle imprese, per questo l’UE sta vigilando affinché le banche offrano ai loro clienti un trattamento equo.
      - Tutelare i diritti di chi acquista on line: l’UE ha adottato misure contro alcuni siti web che non riconoscevano ai consumatori i diritti previsti dalla normativa UE. (Da: Apiceuropa – 31/12/2009)
     
     
     
      2. Dal Parlamento complimenti alla presidenza svedese
      Mercoledì mattina l'Aula ha valutato i sei mesi di presidenza svedese del Consiglio UE. Il premier Reinfeldt e i suoi ministri hanno ricevuto complimenti da varie parti politiche per la loro "lealtà" e "senso di responsabilità". I deputati hanno poi parlato dei temi dell'ultimo Consiglio europeo: ancora clima, e la nuova strategia "2020" della Commissione.
      "Quando abbiamo assunto la presidenza il primo luglio", ha esordito il primo ministro svedese Fredrik Reinfeldt, "Non c'era un Parlamento, non c'era il nuovo presidente della Commissione, e il Trattato di Lisbona doveva ancora passare il referendum in Irlanda. Non sapevamo se sarebbe entrato in vigore sotto la presidenza svedese. Poi tutta la matassa si è sbrogliata".
      Una presidenza "da podio"
      Barroso ha dichiarato che, fra le 11 presidenze con cui ha lavorato da quando è presidente della Commissione, quella svedese meriterebbe sicuramente "il podio", ricordando il successo della ratificazione del Trattato, la reazione rapida alla crisi economica e gli sforzi fatti sul cambiamento climatico.
      "Un atteggiamento onesto e responsabile", secondo il leader popolare Joseph Daul, è stato il "marchio di fabbrica" della presidenza svedese.
      Il capogruppo dei socialisti e democratici Martin Schultz ha messo l'accento su alcuni aspetti critici, come il fatto che "nonostante tutto il suo lavoro, la presidenza svedese non ha avuto influenza su Copenhagen, a causa della rotazione semestrale", e sulle nomine per gli incarichi chiave dell'UE, su cui "Merkel e Sarkozy hanno tenuto le carte nascoste fino all'ultimo, e la gente diceva 'il premier svedese non sa cosa sta succedendo ".
      Michał Tomasz Kamínski, a nome del gruppo Conservatore e Riformista, si è complimentato con Reinfeldt per aver evitato "la tentazione del populismo in tempi di crisi", ma ha lamentato il troppo timido sostegno di Stoccolma a Israele.
      A nome di "Europa per le Libertà e la Democrazia", è intervenuto il leghista Borghezio, criticando la presidenza svedese per non aver fatto abbastanza su "immigrazione, rifugiati e crimine organizzato", ma anche per aver giudicato negativamente l'esito del referendum sui minareti in Svizzera. (Istituzioni - 16-12-2009)
      (Omissis…)
     
     
      3. La Spagna rivela le sue priorità per la sua presidenza dell'UE
     
      La Spagna ha fatto conoscere martedì 8 dicembre le sue priorità per i suoi sei mesi alla testa dell'UE nel primo semestre 2010. Il paese sarà il primo ad accedere alla presidenza di turno dall'entrata in vigore del trattato di Lisbona.
     
     
      "La Spagna creerà dei precedenti", ha dichiarato Diego López Garrido, segretario di Stato spagnolo per gli affari europei durante un avvenimento pubblico a Bruxelles organizzato dal think-tank European Policy Centre.
     
      M. López Garrido, politico di esperienza, che ha rappresentato il suo paese in seno all'assemblea incaricata di mettere a punto l'ormai defunta Costituzione dell'UE, ha dichiarato che la presidenza europea del suo paese sarà molto particolare, poiché segnerà la transizione dal vecchio modello di Nizza verso la nuova era aperta dal trattato di Lisbona.
      Ha sottolineato anche che la Spagna aveva coordinato il suo programma di lavoro con il Belgio e l'Ungheria, i due futuri paesi che assicureranno la presidenza di turno dell'UE, sotto la forma conosciuta di un trio di presidenze. "Questi tre paesi hanno adottato un programma comune per i dieci otto prossimi mesi il 7 dicembre, nel quadro del Consiglio affari generali", ha affermato.
      Per ciò che riguarda la presidenza spagnola, il ministro spagnolo ha enumerato quattro grandi priorità.
     
      Occupazione ed economia
      Innanzitutto il rilancio dell'economia e la creazione di posti di lavoro. Il livello medio di disoccupazione nella zona euro cresceva fino al 9,8% in ottobre, contro il 19,3% in Spagna, seconda dietro alla Lettonia, dove questo tasso si attesta al 20,9%.
      La creazione di posti di lavoro è anche una delle priorità del Partito socialista europeo che si è riunito in congresso lunedì 7 dicembre a Praga. La Spagna ha un governo socialista, guidato da José Luis Rodríguez Zapatero, dirigente del Partito spagnolo dei lavoratori socialisti (PSOE).
      M. López Garrido ha citato l'adozione dello strategia UE 2020 post-Lisbona per i dieci prossimi anni tra le priorità economiche del suo paese. Ha affermato che la più grossa sfida per questa nuova strategia sarà di controllare gli obiettivi, mentre l'agenda di Lisbona per la crescita e l'occupazione aveva fissato degli obiettivi senza per questo sorvegliare le prestazioni dei paesi.
      D'altra parte, ha dichiarato che un accordo sui nuovi mezzi per controllare il sistema finanziario internazionale costituisce prioritariamente uno degli obiettivi importanti della presidenza spagnola.
     
      L'attuazione del trattato di Lisbona
      La seconda priorità, ha spiegato il segretario di Stato spagnolo, è l'attuazione del trattato di Lisbona, che ha qualificato molto simile rispetto alla defunta Costituzione europea.
      "Il paradosso è che abbiamo gli strumenti senza avere le politiche", ha indicato. Allusione al fatto che le novità introdotte dal trattato di Lisbona - come per esempio il diritto d'iniziativa dei cittadini destinato ad instaurare il processo legislativo attraverso la raccolta di un milione di firme provenienti da un numero significativo di paesi - esistono solamente in teoria. "La Spagna si dice pronta a creare dei precedenti nello sviluppo di questi strumenti", ha spiegato.
     
      Cittadinanza
      La terza priorità, secondo M. López Garrido, è la cittadinanza. "Pensiamo che l'Europa del ventunesimo secolo dovrebbe essere fondata su una complicità stretta con i suoi cittadini", ha detto, criticando il fatto che i cittadini europei di oggi considerano l'Unione come un'entità lontana. Ha affermato che il suo paese nutriva l'ambizione di ridurre il fossato tra l' Europa ed il popolo facendo pressione per un'agenda sociale più ambiziosa.
      Più specificamente, ha dichiarato che la presidenza spagnola prevedeva di elaborare un piano d’azione per l'attuazione del Programma di Stoccolma per la libertà, la sicurezza e la giustizia nell'UE. Questo programma deve essere adottato nel summit europeo del 10 e 11 dicembre.
      M. López Garrido ha dichiarato che il suo paese farà anche pressione per l'adozione di una direttiva sulla non- discriminazione, per combattere ciò che ha qualificato il peggior peccato nelle nostre società: la violenza contro le donne. "Vogliamo occuparci della violenza fatta alle donne non solamente da un punto di vista nazionale ma anche europeo", ha detto.
     
      Affari esteri
      Gli affari esteri sono la quarta priorità della Spagna. L'obiettivo è di fare dell'UE un vero soggetto internazionale.
      "Oggi, non siamo un attore globale. Abbiamo alcune espressioni di una politica estera. Siamo stati d'accordo su certe missioni importanti, abbiamo adottato delle posizioni politiche comuni, ma non abbiamo una reale politica estera in Europa", ha dichiarato il funzionario spagnolo.
      "Col trattato di Lisbona, tuttavia, l'Unione avrà a sua disposizione uno strumento molto importante in materia di politica estera - il presidente del Consiglio dell'UE che rappresenta l'Unione all'estero, l'Alta rappresentante per gli affari esteri, che rappresenta l'Unione in qualità di vero ministro degli affari esteri, ed il Servizio europeo per l'azione estera (SEAE) ", ha precisato.
      Per M. López Garrido, il SEAE ha la capacità di essere il servizio diplomatico più inventivo e più forte del mondo. Questo servizio, a suo avviso, costituisce anche la più grande sfida presentata dal trattato di Lisbona, che mette in evidenza il fatto che la Spagna voleva che la sua organizzazione e la sua struttura fossero portate a compimento prima di aprile.
      "Prima di aprile, avremo il nuovo SEAE. È il nostro obiettivo", ha detto, aggiungendo che esisteva un largo consenso a livello europeo per centrare questo obiettivo.
      Tuttavia, questo obiettivo sembra contraddire certe aspirazioni fin da ora già annunciate. Esprimendosi al Parlamento europeo all'inizio di dicembre, Catherine Ashton, Alta rappresentante per gli affari esteri, ha dichiarato che avrebbe cominciato immediatamente il lavoro per creare questo nuovo servizio. Il suo obiettivo, ha detto, è di mettere sul tavolo una proposta che permetta al Consiglio di adottare una decisione prima della fine di aprile.
     
      Una presidenza volta verso l'esterno
      Rispondendo alle domande dell'uditorio, M. López Garrido ha dichiarato che la presidenza spagnola avrebbe fatto di tutto per consolidare le funzioni di presidente del Consiglio e di Alta rappresentante, e che la Spagna non avrebbe fatto ombra al nuovo presidente del Consiglio. "Spetterà ad Herman Von Rompuy presiedere il numero record di summit che si svolgeranno durante i prossimi sei mesi", ha sottolineato.
      "Entreremo nel libro del Guinness dei primati con nove o dieci summit", ha detto, citando il summit UE- Stati Uniti, il summit UE-Russia, il summit UE-Canada, il summit euro-mediterraneo, il primo summit UE-Marocco, ed un altro che riunisca i capi latino-americani.
      Il Marocco è un importante partner economico della Spagna, che guidava il Processo di Barcellona fino a che l'iniziativa sull'Unione per il Mediterraneo lanciato dalla presidenza francese dell'UE ha fatto perdere peso in questo progetto alla seconda più importante città spagnola.
      "Saremo una presidenza molto orientata verso l'esterno", ha dichiarato il politico spagnolo, aggiungendo che l'ambizione del suo paese era di aggiornare la base giuridica di accordi esistenti con un certo numero di partner esteri.
      "Vista dell'esterno, l'UE e gli Stati Uniti sono considerati una sola entità: l'Occidente. Tuttavia, all'infuori del trattato dell'atlantico nord, concluso in un contesto completamente differente, non esistono reali accordi sulle questioni economiche e politiche", si é rammaricato.
      Interrogato per sapere ciò che si aspettava dal gruppo di riflessione sull'avvenire dell'Europa, presieduta dall'ex primo ministro spagnolo Felipe González, M. López Garrido ha dichiarato che sarebbe stato fatto un annuncio all'atto della presidenza spagnola, sotto forma di un piccolo documento, che non comporterà più di 30 pagine.
      "Ma sono sicuro che ciò sarà molto provocatore", ha aggiunto.
     
      POSIZIONI:
      "L'entrata in vigore del trattato di Lisbona relegherà la presidenza spagnola dell'UE in secondo piano ed il primo ministro, José Luis Rodríguez Zapatero, occuperà una sede di seconda classe durante la presidenza del suo paese alla testa dell'UE", scrive Europa Press, citando degli esperti di Bruxelles.
      Nello stesso articolo, l'eurodeputato spagnolo Alejo Vidal Quadras (PPE) afferma che il programma del governo per la presidenza contiene grandi costruzioni teoriche e poche precisioni. (Da: Euractiv/fr - 10/12/2009)
     
     
     
      4. Presidenza spagnola, verso le nuove regole
      Comincia con questo inizio 2010 il “turno” spagnolo di presidenza dell’UE che durerà fino al 30 giugno. Si tratta però di un semestre particolare in quanto con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, sono cambiate le regole, e Madrid dovrà sperimentare il nuovo assetto istituzionale europeo.
      Così il premier Josè Luis Zapatero dovrà cedere la leadership al presidente stabile dell’UE, il belga Herman Van Rompuy, in carica per i prossimi due anni e mezzo; sarà Van Rompuy a presiedere le riunioni del Consiglio a cui potrà invitare Zapatero, se necessario.
      Il premier iberico farà comunque gli onori di casa ai vertici che si terranno a Madrid e alle riunioni ospitate dalle altre città spagnole.
      La presidenza di turno dovrà coordinare la sua agenda sia con il presidente stabile Van Rompuy che con l’Alto rappresentante per la politica estera Catherine Ashton, e si prefigge l’obiettivo di «facilitare l’entrata in vigore del nuovo assetto», come ha dichiarato il ministro degli Esteri di Zapatero, Miguel Angel Moratinos.
      «Ho assicurato a Van Rompuy tutto il sostegno della Spagna. Abbiamo valutato insieme il modo migliore per instaurare una collaborazione effettiva», ha ribadito Zapatero presentando il semestre spagnolo a Madrid e sottolineando come sia un’assoluta priorità «progredire in modo decisivo con il nuovo quadro istituzionale creato dal Trattato di Lisbona per portare avanti il progetto di una nuova Europa».
      Il ministro degli Esteri spagnolo Moratinos ha poi fissato obiettivi molto ambiziosi per quanto riguarda il ruolo dell’Europa nel mondo e il processo di allargamento dell’UE, che si deve estendere ai Balcani occidentali. «Il 2010 deve essere un anno di pace». In primo piano nell’agenda spagnola, la pace in Medio Oriente e la risoluzione possibilmente entro il 2010 del conflitto israelo-palestinese. In proposito Moratinos ha sottolineato «la necessità della creazione di uno Stato palestinese, il prima possibile» A tal fine è stato annunciato un impegno comune con l’Alto rappresentante Ashton, per il rilancio del Quartetto per il Medio Oriente (composto da UE, Usa, Russia e ONU) e per la ripresa dei negoziati.
      L’UE dovrebbe poi giocare un ruolo determinante «in tutti i settori, politico, economico, istituzionale e di sicurezza». La Spagna ambisce a coinvolgere nel processo di pace anche i Paesi arabi, e cercherà di sfruttare in tal senso l’incontro UE-Paesi del Golfo che si terrà durante il suo semestre di presidenza.
      Restano, poi sul tavolo della presidenza spagnola le questioni dell’uscita dalla crisi dell’UE, e della definizione dei nuovi obiettivi di crescita e occupazione attraverso la strategia europea per il 2020 che sostituirà quella di Lisbona.
      Per realizzare il suo ambizioso programma, il governo spagnolo si è dato, oltre ai canonici sei mesi di tempo, anche un budget di circa 86 milioni di euro per la realizzazione di oltre 300 incontri UE nelle principali città spagnole: Madrid, Siviglia, Toledo, Malga, San Sebastian, che «rafforzeranno l’immagine della Spagna nel mondo» (Da:Apiceuropa – 1/01/2010).
     
     
     
     
      5. Al via la presidenza spagnola: prima volta con il Trattato di Lisbona – Parlamento europeo
      E' Madrid a rappresentare l'Europa per i prossimi sei mesi: il Trattato di Lisbona lascia in piedi la presidenza semestrale del consiglio dell'UE esercitata a turno da uno dei 27 paesi europei. Ma cosa cambierà per il Governo Zapatero rispetto a prima? La più grande novità è che il suo Paese non sarà più alla testa dei Summit europei né dei Consigli dei Ministri degli Esteri. Per il resto quasi tutto resta come prima. Compresi i rapporti con il Parlamento.
      Presidenza: che cos'è e cosa fa
      Fino all'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, uno dei 27 Paesi dell'UE deteneva a turno la presidenza del Consiglio dei Ministri europei e del Consiglio europeo (Capi di Stato e Primi Ministri) per sei mesi. A partire dal primo gennaio 2010, sono ufficialmente entrate in funzione le nuove figure chiave dell'UE: il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e l'Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza, Catherine Ashton. Questa novità implica che la presidenza di turno, che è rimasta vigente nel Trattato di Lisbona, presiederà tutte le altre riunioni del Consiglio: gli incontri fra Ministri - tranne quelli degli Esteri, gestiti dalla Asthon-, i gruppi di lavoro, e i COREPER, ovvero le regolari riunioni degli ambasciatori europei.
      Tre presidenze consecutive formano un trio, che deve coordinare le proprie azioni e le priorità: il primo trio è composto da Spagna, Belgio e Ungheria, i prossimi detentori della presidenza di turno.
      Le priorità di Madrid
      E' la presidenza che coordina i lavori degli altri Governi e Ministeri a livello europeo, e stabilisce le priorità per il semestre. Per la Spagna, i temi chiave saranno:
      • La strategia 2020 per il rilancio economico e la sostenibilità
      • La supervisione dei mercati finanziari
      • Il piano d'azione per l'energia
      • La messa in atto di alcune disposizioni del Trattato di Lisbona, come il diritto d'iniziativa dei cittadini
      • L'immigrazione nel quadro del Programma di Stoccolma
      • La lotta alla violenza contro le donne e altre misure sociali
      • La messa in atto del Servizio d'Azione esterna dell'UE
      I rapporti con il Parlamento europeo
      Per il Parlamento la presidenza di turno è un interlocutore chiave, perché rappresenta gli eletti e i Governi UE. Il compito principale del Parlamento è quello di co-legiferare insieme al Consiglio, ma anche di monitorare il suo operato e verificare che la presidenza di turno operi in modo trasparente ed efficiente.
      Parlamento e Consiglio co-legislatori
      E' la presidenza di turno che incontra gli attori chiave del Parlamento per negoziare con loro a nome degli altri Governi . La presidenza e il relatore del Parlamento si incontrano e stabiliscono informalmente i possibili accordi e compromessi sulla legislazione in esame, prima di proporlo alle rispettive "aule" (i colleghi parlamentari nel caso del relatore, gli altri 26 Ministri per la presidenza).
      Questo accade sia durante la prima lettura, per chiudere un testo in tempi brevi, sia nella seconda, quando ci sono argomenti spinosi che dividono i due "rami" legislativi, e anche in vista di una procedura di conciliazione, che deve assolutamente chiudersi con un accordo in terza lettura.
      Al di là delle riunioni informali, la presidenza spesso cerca il contatto con i relatori e i responsabili di un certo dossier o di una certa aerea. Anche le commissioni parlamentari organizzano riunioni, a Bruxelles e Strasburgo, con il Ministro responsabile della politica di competenza della commissione stessa.
      La presidenza, infine, invita i presidenti delle commissioni parlamentari o i singoli membri a partecipare a riunioni o incontri del Consiglio, a Bruxelles o nel proprio Paese.
      "La chiave del successo è una comunicazione costante fra i due legislatori", raccontava il relatore del complesso progetto di legge sulla certificazione e registrazione delle sostanze chimiche (REACH) Guido Sacconi (ex-PSE), che aveva dovuto incontrare a suo tempo ben 6 diverse presidenze.
      I poteri di controllo del Parlamento
      Il Parlamento e il Consiglio intrattengono anche relazioni al più alto livello istituzionale. In occasione di tutti i vertici di Capi di Stato e di Governo (i Consigli europei) il presidente del Parlamento apre i lavori esprimendo la posizione dell'assemblea sui temi in agenda. Il prossimo - e il primo sotto la guida di Van Rompuy - si terrà l'11 febbraio.
      Dopo il Consiglio, Van Rompuy dovrà riportare i risultati del vertice all'Aula parlamentare, probabilmente il 24-25 febbraio.
      Dal canto suo, la presidenza di turno, all'inizio del suo mandato, presenta le priorità del proprio semestre in occasione della plenaria del Parlamento, come succederà il 19 gennaio, quando José Luis Rodríguez Zapatero interverrà a Strasburgo. Parallelamente, il premier spagnolo farà un bilancio del periodo di presidenza al termine dei sei mesi.
      In tutte le sessioni plenarie del Parlamento, inoltre, il Consiglio è rappresentato dalla presidenza di turno, generalmente dai rispettivi Ministri a seconda delle tematiche in discussione, per rispondere alle domande degli eurodeputati e esporre il proprio parere sui vari temi all'orine del giorno della seduta.
      Allo stesso modo il presidente del Parlamento europeo e i leader dei gruppi politici sono sempre invitati a partecipare alle riunioni con la Presidenza dell'UE prima dell'inizio del mandato semestrale. Per la Spagna, quest'incontro ha già avuto luogo il 3 dicembre scorso a Madrid. (Dal Parlamento europeo- 6/01/2010).
     
     
     
      6. Troppi presidenti per l’Unione europea?
      L’EXPRESS/fr, mis à jour le 02/01/2010
     
      Herman Van Rompuy, nuovo presidente del Consiglio europeo, e José Luis Rodriguez Zapatero, presidente dell'UE per sei mesi. Un comitato di coordinamento sarà sufficiente per assicurarsi che questa presidenza bicefala funzioni in maniera complementare?
     
      La presidenza di turno ... gira e passa nelle mani di Madrid per sei mesi. Ė ormai doppiata da una presidenza stabile incarnata da Herman Van Rompuy. Complicato, dite? Due nuove figure per incarnare l'Europa ….(omissis…)
     
      Ma la presidenza di turno prosegue...
      L'innovazione é importante …ma la sua attuazione é complicata. In effetti, non solo queste due personalità poco conosciute dal grande pubblico devono ancora convincere , ma il loro compito non é facilitato dal persistere della presidenza di turno semestrale dell’UE ( più precisamente la presidenza del Consiglio dell’Unione europea). Questo permanere costituisce « la grande debolezza del trattato di Lisbona » secondo il capo degli ecologisti al Parlamento europeo , Daniel Cohn-Bendit (omissis…)
     
     
     
     
      7. Vi é posto per tutti, rassicura Madrid
      Il ministro spagnolo degli Affari esteri , Miguel Angel Moratinos il cui il paese assicura la presidenza di turno dell'UE dal 1° gennaio, afferma che il suo paese non ha alcuna intenzione di sconfinare sulle prerogative di Herman Van Rompuy e di Catherine Ashton.
     
      Alcuni giorni dopo l'entrata in funzione della presidenza spagnola dell'UE, il ministro spagnolo degli Affari stranieri, Miguel Angel Moratinos, vuole rassicurare. Ha affermato a dei giornalisti, martedì 5 gennaio, che il suo paese non aveva l'intenzione di sconfinare sulle prerogative del nuovo presidente del Consiglio europeo , Herman Van Rompuy, e del nuovo ministro degli Affari esteri dell'UE, Catherine Ashton. "Il messaggio che abbiamo trasmesso alla Sig.ra Ashton ed a M. Van Rompuy é "tutto per voi. E ciò che considerate non poter fare, la Spagna lo farà", ha sottolineato.
      C'è posto per tutti", ha aggiunto il ministro spagnolo. I summit bilaterali che avranno luogo in Spagna durante i prossimi sei mesi saranno presieduti da Herman Van Rompuy, che "sarà accompagnato" dal primo ministro spagnolo José Luis Zapatero, ha ricordato M. Moratinos . (Da: Euractiv/fr – 6/01/2010)
     
      8. La Spagna « si consulta » con dei « saggi » dell’UE
      Alors que Madrid prend la présidence tournante du Conseil de l’UE, José Luis Zapatero reçoit notamment Jacques Delors, Felipe Gonzalez et Pedro Solbes.
     
      Il primo ministro spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero, riceve, martedì 5 gennaio, delle personalità considerate come i "saggi" dell'Europa. Queste consultazioni dovrebbero diventare regolari, riporta la stampa spagnola.
      Si conta tra gli invitati Jacques Delors, presidente della Commissione europea dal 1985 al 1994, che è considerato uno dei "padri dell'Europa ".
      Sarà presente anche Felipe González, ex primo ministro spagnolo (1982-1996) e presidente di un gruppo di riflessione sull'avvenire dell'Europa, accompagnato dall'ex commissario spagnolo Pedro Solbes (1999-2004).
      Ė stato invitato anche Joaquín Almunia, attuale commissario spagnolo, che, però, non potrà assistere all'incontro, secondo il quotidiano El País.
      Il colloquio riguarderà il rafforzamento del "governo economico europeo", che la presidenza spagnola ha indicato come una delle sue priorità. Parleranno anche del miglioramento del coordinamento delle politiche comuni dell'UE nel campo degli affari economici e dell'occupazione, ha rivelato il quotidiano spagnolo.
      José Luis Zapatero conta di consultarsi sul futuro coordinamento della politica fiscale e della riforma del quadro finanziario, prosegue l'articolo.
     
      Direttiva sullo scambio d'informazioni fiscali
      Il primo ministro spagnolo spera anche di accelerare l'adozione di un "comitato europeo del rischio sistemico ", nuovo organo che sarà realizzato per avvertire l'UE delle crisi potenziali.
      Per quanto riguarda la politica fiscale, la Spagna farà pressione in favore dell'adozione di tre direttive sullo scambio d'informazioni, che mirano a migliorare la lotta contro la frode fiscale in tutti i paesi dell'UE.
      José Luis Zapatero è un grande ammiratore di Jacques Delors, secondo El País. In un colloquio recente accordato ad EurActiv.com, l'ex presidente della Commissione ha espresso la sua amarezza nei confronti del suo paese, la Francia che non l'ha consultato all'atto dei recenti negoziati istituzionali.
      Il ministro spagnolo degli Affari esteri, Miguel Angel Moratinos, ha dichiarato ad EurActiv.com che il gruppo di riflessione presenterà il suo rapporto durante il summit dell'UE del 17 e 18 giugno 2010.
      A giugno, la Spagna celebrerà i 25 anni della sua firma al trattato di adesione all'UE, riporta EurActiv Spagna. Il paese, per il quale questa adesione è stata molto benefica, è considerato largamente come uno dei più grandi promotori dell'avanzamento dell'integrazione nell'UE. (Da: Euractiv/fr - 5/01/2010)
     
     
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      9. Van Rompuy: relancer la croissance – Le Figaro
      13/01/2010 | Mise à jour : 21:14 |
      Il nuovo presidente dell'Unione europeo Herman Van Rompuy ha dichiarato che farà del rilancio della crescita e della lotta contro il cambiamento climatico i suoi principali obiettivi per i prossimi mesi. "La crisi economica ed il cambiamento climatico sono le due principali sfide con le quali ci confrontiamo", ha dichiarato ad Angela Merkel.
     
      LUnione europea deve avere come obiettivo il rilancio economico "con un tasso di crescita di almeno il 2% piuttosto che dell' 1% previsto al momento", ha sottolineato.
      La Sig.ra Merkel ha dichiarato da parte sua che intendeva discutere con l'ex Primo ministro belga, di cui è la prima visita a Berlino in qualità di presidente dell'UE, della nuova strategia economica che deve essere dibattuta al summit dei capi dei 27 paesi della comunità l' 11 febbraio a Bruxelles.
     
      M. Van Rompuy ha dichiarato che la riunione sarà dedicata anche alle discussioni sulle ricadute del summit sul clima che si è svolto in dicembre a Copenaghen. "Si tratterà di ampie discussioni che non mireranno a stabilire conclusioni", essendo queste riservate al summit dell'Unione che avrà luogo in giugno, ha indicato. Ma ha dichiarato tuttavia di aspettarsi che i paesi dell'UE facciano delle "proposte quantitative" per la riduzione di emissioni di gas ad effetto serra entro la fine di gennaio con lo scopo di limitare a +2°C il riscaldamento climatico del pianeta.
     
     
     
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  07 Sep 2010   Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato