Problemi per la Finanza pubblica in Europa
Presentazione e traduzioni a cura di Cinzia Ciampa

Il 2009 é un anno in cui gli avvenimenti europei non sono mancati : Nuovo Parlamento europeo, nuova Commissione, nuovo Trattato, commemorazione della caduta del muro di Berlino , Conferenza di Copenhagen sui cambiamenti climatici, nuovi ( o vecchi?) problemi…. Ne esponiamo alcuni..
     
     
     
     
     
      1. Il debito dell’Islanda condiziona la sua adesione all’Unione europea
     
      I deputati islandesi, ancora in vacanza invernale, si riuniranno venerdì per dibattere sulla tenuta di un referendum sulla legge "Icesave" [Euronews]. Difatti, il presidente della Repubblica islandese, Olafur Ragnar Grimsson, ha annunciato, martedì 5 gennaio, che non avrebbe firmato il decreto del Parlamento che autorizza il rimborso, entro il 2024, al Regno Unito ed ai Paesi Bassi, dei 3,8 miliardi di euro (il 40% del prodotto interno lordo) richiesti da questi Stati. Infatti, alcuni dei loro cittadini residenti all'estero sono stati lesi dal fallimento della banca Icesave , che beneficiava , tuttavia, della garanzia dello Stato islandese [Le Monde].
      La decisione del presidente islandese ha spinto l'agenzia Standard & Poor's a porre sotto sorveglianza negativa la valutazione dell'Islanda, lasciando intendere che questa potrebbe essere rivista in diminuzione, "di uno o due punti" tra un mese [AFP].
      Peraltro, L'Islanda ha ottenuto venerdì un prestito di 2,1 miliardi di dollari ( 1,6 miliardi di euro) dal Fondo monetario internazionale per tentare di superare la crisi che ha rovinato il suo sistema bancario, primo paese occidentale a ricorrere ad un tale aiuto dopo la Gran Bretagna nel 1976 [France24]. "L'accordo potrebbe essere presentato al consiglio esecutivo del FMI per essere approvato all' inizio di novembre", ha assicurato M. Strauss-Kahn, direttore generale dell'istituzione [Le Point]. Il Regno Unito , da parte sua , mercoledì ha avvertito Reykjavik che la sua domanda di adesione all'Unione europea potrebbe essere bloccata dopo il veto opposto dal presidente islandese [Nouvelobs].
      Stamattina, Olafur Grimsson ha annunciato alla televisione britannica che "è totalmente falso pensare che non onoreremo i nostri impegni. Il principio stesso della legge, che esiste già e che ho firmato, è che l'Islanda dichiara che onorerà i suoi impegni". ( da: Toute l’Europe/fr- 07/01/2010).
     
     
      - Madrid, 8 gen - Se il referendum islandese boccerà la legge Icesave sarà a rischio il processo di adesione all'UE, dice il ministro spagnolo Moratinos.
     
     
      La legge Icesave é stata varata dal governo islandese per rimborsare Gran Bretagna e Olanda i cui cittadini hanno subito perdite per la crisi finanziaria. “E' normale - ha detto Moratinos, presidente dei ministri degli Esteri UE - che il popolo islandese si opponga a questa legge, ma ci sono Stati membri che verrebbero colpiti nei loro interessi”.
     
     
     
     
      2. La Grecia sotto l'alta sorveglianza dell'Unione europea - La Tribune/fr - 07/01/10
      Bruxelles ha inviato un gruppo di periti mercoledì per esaminare il piano di riduzione del deficit del governo greco. Lo scopo è di rassicurare i mercati finanziari, così come le agenzie di valutazione sulla capacità della Grecia di onorare il rimborso del suo debito, e di assicurarsi che l'Unione europea non dovrà intervenire per garantire i prestiti greci.
      Anche il FMI sta inviando una missione ad Atene , con l’obiettivo di assistere il governo nella gestione della crisi finanziaria legata al suo debito.
     
     
      -La Grecia non ha bisogno di aiuto esterno, riafferma il ministro greco delle finanze
      Lo sforamento di bilancio dello Stato greco alimenta ancora la polemica. Il ministro greco dei finanze Georges Papconstantinou ha ripetuto mercoledì che il governo non ha bisogno di aiuto esterno perché ha preso già le misure necessarie per ridurre il suo deficit di bilancio. Egli rispondeva alle dichiarazioni di Jürgen Stark, uno dei membri del direttorio della BCE secondo cui l'Unione europea non aiuterà finanziariamente la Grecia se le sue difficoltà di bilancio continueranno ad aggravarsi.
      Gli analisti reputano che questa dichiarazione forte è stata fatta di proposito per fare pressione sul governo greco affinché acconsenta ad una riduzione massiccia delle spese pubbliche per riportare il deficit a livelli accettabili. Perché, aggiungono questi analisti, se un aiuto fosse da qualche parte necessario, sarebbe versato, essendo la posta in gioco troppo importante per la zona euro.
      La vigilia della visita di una delegazione dell'Unione europea e della BCE mercoledì ad Atene, il governo greco ha deciso di accelerare il risanamento di bilancio le cui misure saranno presentate a fine gennaio alla Commissione di Bruxelles. La delegazione europea arrivata mercoledì deve esaminare proprio queste misure ( Da : 2010 euronews/fr).
     
     
     
     
      - Il clima di diffidenza verso la Grecia si modifica dolcemente
      [20/01/10 - 14H34 - AFP]
      Il clima di diffidenza verso la Grecia "comincia dolcemente a mutare", ha affermato mercoledì il ministro greco delle Finanze, Giorgio Papaconstantinou, dopo l'esame del piano greco di uscita dalla crisi la vigilia a Bruxelles da parte dei suoi omologhi europei." Sono uscito dalla riunione con la percezione che il clima contro la Grecia cominci a mutare e che si comincia dolcemente a stabilire una fiducia: che abbiamo preso le nostre decisioni, che abbiamo un programma preciso e che sarà applicato", ha dichiarato M. Papaconstantinou in una conferenza stampa.
      Le dichiarazioni dei membri dell'Eurogruppo "dimostrano che la Grecia ha tutta la comprensione del problema, che ha depositato un piano preciso e che l'applicazione di questo piano alla lettera calmerà i mercati internazionali e permetterà all'economia di mettersi sulla via della crescita", ha aggiunto dichiarandosi "particolarmente soddisfatto" dell'atteggiamento dei suoi colleghi.
      Il programma greco di stabilità e di crescita che prevede di riportare il deficit pubblico dal 12,7% del PIL nel 2009 al 2,8% nel 2012 , deve essere adottato dal prossimo consiglio europeo dei ministri delle Finanze, il 16 febbraio.
      Il ministro ha reiterato che "la prima priorità" della Grecia era "di ristabilire la sua credibilità", una mancanza "che essa paga sui mercati stranieri."
      Ha affermato che il rapporto dell'Ufficio europeo di statistica, Eurostat, che sottolinea "la mancanza di affidabilità" delle statistiche greche e che fa stato di "gravi irregolarità", costituiva "uno schiaffo" per il paese.
      M. Papaconstantinou ha riaffermato che il governo era determinato ad assicurare per via legislativa "l'indipendenza completa" dell'ufficio nazionale di statistica (Esyee).
      L'anno passato, l'Ufficio nazionale aveva fissato il deficit pubblico nel 2009 al 3,7% del PIL, successivamente, al 5,7%, per arrivare al 12,7%, mentre la Commissione europea aveva messo in guardia Atene sull'affidabilità di queste cifre.
      Non "si può riprodurre ciò che è accaduto l'anno scorso (...) : questo è finito", ha detto. (Da : LesEchos/fr- 20/01/2010 )
     
     
     
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  07 Sep 2010   Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato